Enti locali nelle #vallidelnatisone e riforma delle UTI

Enti locali nelle #vallidelnatisone e riforma delle UTI

Nelle ultime settimane c'è stata una accelerazione nel dibattito sulla riforma degli enti locali anche nel territorio delle Valli del Natisone.

Sulla stampa locale sono apparse numerose dichiarazioni sia dei sindaci che da rappresentanti politici del cividalese:

Per chi desidera approfondire gli atti amministrativi che hanno generato tale dibattito, ricordo le delibere:

In seguito a tali deliberazioni le amministrazioni comunali ricorrenti sulla riforma di Pulfero, San Pietro al Natisone, San Leonardo, Grimacco e Drenchia hanno ritenuto di esprimere il loro disappunto sulle posizioni espresse dagli amministratori di Savogna e Stregna. Tali posizioni sono dunque emerse sulla stampa ed hanno creato il dibattito che ne è seguito.

Insieme al sindaco di Savogna, abbiamo dunque inoltrato alle amministrazioni delle Valli del Natisone ed a tutti i consiglieri comunali, il seguente documento, che ritengo riassuma esaustivamente tutto il percorso e gli effetti della riforma delle UTI nel nostro territorio. Buona lettura.


Alla cortese attenzione dei Sindaci e dei consiglieri
dei comuni di San Pietro al Natisone, San Leonardo, Pulfero, Grimacco, Drenchia

Le amministrazioni comunali di Savogna e Stregna, solo in seguito alle posizioni assunte dal centro-destra sulla stampa locale, pongono delle considerazioni in merito all'applicazione della riforma degli enti locali nel territorio delle Valli del Natisone.

Nel novembre 2014 i Sindaci delle Valli suggerirono alla Regione di prevedere una delimitazione territoriale delle nascenti UTI che comprendesse i comuni di Torreano, Pulfero, San Pietro al Natisone, Savogna, San Leonardo, Grimacco, Drenchia, Stregna e Prepotto.

Seguita l'approvazione della norma e la proposta di geografia territoriale, la Regione chiese ai comuni un parere in merito alla delimitazione dell'UTI del Natisone. Nel febbraio 2015 i comuni di San Pietro al Natisone, Pulfero e San Leonardo sottoscrissero l'opportunità di far parte di una UTI che comprendesse oltre che il cividalese ed il manzanese, anche Pavia di Udine, Trivignano Udinese e Pradamano. Diversamente, le amministrazioni comunali di Drenchia (amministrazione Zufferli), Savogna e Stregna con atto consigliare deliberarono l’auspicio di una UTI sull’ex comunità montana nella quale si applicano le norme di tutela della minoranza linguistica slovena. Queste posizioni non erano condivise dalle amministrazioni di centro-destra che sostennero invece la necessità del coinvolgimento perlomeno del comune di Cividale. In seguito a tali espressioni, la Regione deliberò la geografia dell'UTI del Natisone attuale, che comprende i territori delle Valli del Natisone, del cividalese e del manzanese.

Si avviarono dunque i ricorsi promossi dalle amministrazioni di centro-destra volti sostanzialmente a bloccare la riforma. Contestualmente, le amministrazioni di Savogna e Stregna chiesero di riconoscere nello statuto dell'UTI del Natisone le peculiarità montane e della minoranza linguistica slovena. Visto il mancato supporto delle rimanenti amministrazioni delle Valli, queste venirono quasi completamente bocciate dall'assemblea dei sindaci.

Non trovata la maggioranza a causa dei comuni ricorrenti, il commissario dell'assemblea dell'UTI del Natisone approvò lo statuto dell’ente mentre le amministrazioni di Stregna e Savogna continuarono a fare pressioni al fine di riconoscere nel documento e nella norma le caratteristiche montane e di presenza della minoranza linguistica.

Dopo gli aggiornamenti della legge nella primavera del 2016, sia in materia di funzioni da trasferire all’UTI che sul tema delle minoranze linguistiche, come anticipato nell’incontro tra amministratori avvenuto a Stregna alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali Panontin, Savogna e Stregna deliberarono l’adesione al nuovo ente.

Nel frattempo sui ricorsi dei comuni di centro-destra, le sentenze del TAR non fermarono l’applicazione della legge regionale.

Valutate le penalizzazioni economiche previste per la mancata adesione all’UTI, all’inizio dell'autunno 2016, per la prima volta dall’approvazione della norma avvenuta nel novembre 2014, le amministrazioni ricorrenti di centro-destra delle Valli hanno promosso delle azioni consigliari volte ad ottenere un'autonomia giuridica del comprensorio. Nel documento da tutti approvato si sottolinea la montanità e la presenza della minoranza linguistica slovena. Tutto questo escludendo le amministrazioni di Savogna e Stregna. Innanzi tutto, quali sono le premesse di tale vostro atteggiamento, non ci ritenete validi interlocutori per discutere del futuro delle Valli del Natisone?

Su tale proposta le amministrazioni di Savogna e Stregna, già in UTI del Natisone, accoglievano gli indirizzi espressi dai ricorrenti di centro-destra, auspicando in secondo luogo e nuovamente anche l’avvio di un processo di fusione dei comuni delle Valli del Natisone, e solo in alternativa il celere ingresso delle amministrazioni ricorrenti nell’UTI del Natisone.

Crediamo infatti che, l’accelerazione politica necessaria per lo sviluppo del nostro territorio, ora ancor di più debba prescindere necessariamente da un processo di fusione dei comuni delle Valli.

Nel 2017, come anticipato nell’incontro in Val Torre dalla Presidente Serracchiani il 26 novembre e dall’assemblea dei sindaci dell’UTI del Natisone il 29 novembre, si aprirà la discussione sul Piano di Sviluppo del Territorio, un importante documento che porrà le basi di importanti investimenti anche nel territorio delle Valli del Natisone.

Il timore è che l’atteggiamento sul tema degli enti locali delle ammistrazioni di centro-destra possa pregiudicare ulteriormente ed ancora una volta quella programmazione unitaria della quale i nostri comuni hanno fortemente bisogno.

In questi ultimi due anni, la vostra scelta di non decidere ne' tra percorsi di condivisione di funzioni amministrative e ne' di fusioni, l’attesa dei risultati di inutili ricorsi amministrativi, la mancanza di una prospettiva realistica di riforna degli enti locali, lasciano al palo non solo voi, ma anche tutti i cittadini che si aspettano delle risposte da noi amministratori.

Dove eravate dall’inizio del 2015 quando noi cercavamo il vostro supporto per un’autonomia giuridica delle Valli del Natisone? A promuovere ricorsi al TAR per bloccare la riforma? Visti i risultati non è una risposta giustificabile.

Cari colleghi sindaci, vi invitiamo a fare un esame di coscienza, ricordandovi che i panni sporchi si lavano in casa propria e non si gettano nel giardino dei vicini.

Stregna, 29 novembre 2016

I Sindaci di Savogna e Stregna

Germano Cendou e Luca Postregna