#SanLeonardo - La solitudine dei numeri esigui

#SanLeonardo - La solitudine dei numeri esigui

Qualche giorno fa ricevo una laconica comunicazione dal Comune di San Leonardo: "visto l'esiguo numero degli utenti" il servizio di trasporto scolastico è sospeso.
Certo, mi dico, è questo il criterio secondo cui l'ente va avanti: posta a giorni alterni, uffici comunali aperti al pubblico per 4 ore settimanali sparpagliate a piacere, trasporto scolastico interrotto. Come se, per il solo fatto di essere esigui, i cittadini non si meritassero un servizio efficiente.

E la mente va all'ultimo consiglio comunale, in cui il trend dell'amministrazione di San Leonardo era chiarissimo. Infatti, se a Drenchia si organizzano residenze teatrali, a Stregna viene promossa l’associazione fondiaria, a Lusevera si sfiora l’80% di raccolta differenziata (e si badi bene, non credo di parlare di metropoli!) a San Leonardo ci si bea di avere un comune efficiente, con tanti progetti e idee innovative… proclami vuoti come le dichiarazioni delle miss sulla pace nel mondo, e per altro pronunciati con gli stessi toni.

Il Consiglio Comunale di San Leonardo del 22 maggio 2015 ha confermato le posizioni della maggioranza che da un anno governa il Comune, sicura di percorrere la strada giusta, pur non interessandosi di dove essa conduca.
Una miopia che il primo cittadino abilmente condisce di minimizzazioni e di parole fatte pronunciare ad altri, così da rimanere sempre immacolato. Una miopia che costringe tutti noi ad accontentarci.

In tema di modifica dello Statuto il consiglio ha approvato all'unanimità l'emendamento del gruppo Scelta per San Leonardo, riguardante la denominazione bilingue delle frazioni e il fatto che a San Leonardo vengano applicate le leggi di tutela della minoranza slovena in quanto queste ultime “sono un dato di fatto e non un’opinione in merito alla questione” come detto dalla capogruppo di maggioranza.
Un minuto dopo, tuttavia, la stessa maggioranza ha rifiutato l'emendamento che recitava “(...) riconoscendo la matrice slovena dell’etnia, della cultura e della lingua della popolazione originaria.” al quale ha preferito il solito fumoso “popolazione di origine slava”, al fine di “dare rappresentatività anche a chi non si sente appartenere alla minoranza”. In questo caso - evviva la coerenza - le opinioni sono ampiamente da tutelare.
Eppure il neoeletto Sindaco, un anno fa, si proponeva (e c'è chi ancora ci crede!) come garante delle istanze della minoranza. Mentre oggi, facendo spallucce e ovviamente delegando la capogruppo alle spiegazioni, ha chiuso la questione con un frettoloso su, dai, la sostanza non cambia.

D'altra parte per la maggioranza è così, dato che la modifica allo Statuto era funzionale unicamente a mettere una pezza ai pasticci di giunta creati in passato, con dimissioni selvagge e immotivate dei consiglieri da trasformare in assessori.

E proprio l'assessore al bilancio è stata protagonista di una performance degna di un personaggio di Fahrenheit 451, interpretando il suo intervento sul bilancio di previsione come un lungo elenco di desiderata vaghi e altisonanti, ma totalmente avulso dalla realtà di un Comune al collasso. Certo, annunciare "le magnifiche sorti e progressive" è molto più gratificante di studiare e conoscere a fondo i bilanci e le caratteristiche dei balzelli imposti ai cittadini...

Anche sulla riforma delle UTI, questo sì un argomento su cui sarebbe bene investire il massimo impegno, la maggioranza si limita ad allargare le braccia e a dire “faremo, vedremo, ma se gli altri non ci vogliono...” con una rassegnazione davvero avvilente, sintomo di totale disinteresse per l’argomento, al punto da far passare (!) la mozione presentata dalla minoranza per astensione di tutta la maggioranza.

Pareva insomma che la preoccupazione più grande fosse davvero chiudere il dibattito alla svelta e correre tutti insieme a cena, ché tanto: “la sostanza non cambia”.